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    Il nostro studio nasce dalla collaborazione del Dott. Massimo Sebastiani con altri professionisti per fornire una serie completa di servizi atte a coprire tutte le varie branche dell’odontoiatria, al fine di soddisfare tutte le esigenze dei nostri pazienti.
    Il costante impegno nell’aggiornamento scientifico, nell’acquisizione di nuove metodiche e nuovi strumenti, fa sì che si abbia una continua evoluzione delle prestazioni che siamo in grado di fornire.
    Da circa 15 anni lo studio è sito ai Piani di Poggio Fidoni (RI), ma l’apertura della nuova sede sita in una delle vie più prestigiose della città di Rieti come Viale Emilio Maraini , ci consentirà di poter ricercare delle prestazioni qualitativamente sempre migliori.

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  • CHIRURGIA ORALE

    La chirurgia orale è una delle pratiche più antiche che riguardano l’odontoiatria in quanto va dalla semplice estrazione di denti parodontalmente compromessi, all’avulsione di denti normalmente erotti, all’avulsione complessa di denti inclusi all’interno delle ossa mascellari o della mandibola (denti del giudizio o altri elementi dentari in inclusione ossea), alla rimozione di cisti ossee, alla elevazione del seno mascellare, che può essere suddiviso in piccolo e grande rialzo, alla espansione di creste ossee (split crest) al prelevamento di osso per effettuare innesti o rigenerazioni (GBR), alla chirurgia endodontica (apicectomie), alla rimozione di lesioni della mucosa orale (fibromi, epulidi o di lesioni precancerose), o anche di strutture della mucosa orale che compromettono la corretta posizione degli elementi dentari (frenuli labiali o linguali). La chirurgia orale molto spesso si avvale di strumenti sempre più moderni per provocare il minore traumatismo sia a livello mucoso che a livello osseo: - A livello mucoso il lembo per l’accesso chirurgico può essere scolpito mediante bisturi tradizionale, elettrobisturi o laser. - A livello osseo la resezione dell’osso può essere effettuata mediante scalpelli manuali (osteotomi) che oggi è stata un po’ abbandonata per le sollecitazioni che vengono impresse al paziente, con frese con motori creati apposta per la chirurgia (fisiodispencer), oppure con infra o ultrasuoni (piezosurgery). Da anni ormai nel nostro studio viene usata la piezochirurgia (piezosurgery) che ci consente di effettuare delle manovre di resezione ossea con il massimo rispetto dei tessuti molli (mucose, membrane, strutture nervose e vascolari) e con il minimo surriscaldamento dell’osso stesso. Con questa metodica si riescono ad effettuare numerose manovre di chirurgia come il grande rialzo di seno mascellare, avulsione di VIII’ inclusi molto profondamente anche in vicinanza del nervo alveolare riducendo al minimo il rischio di lesioni nervose. Oltre a questi tipi di chirurgia orale si hanno altri due tipi di chirurgia che sono la chirurgia parodontale e la chirurgia implantologica, i quali, per la loro variabilità e complessità meritano un capitolo a se stante.

  • CHIRURGIA ENDODONTICA

    Alcune volte il trattamento endodontico tradizionale (devitalizzazione) può risultare inefficace al fine di eliminare una patologia infettiva, a volte per la presenza di canali endodontici laterali al canale principale che non riescono ad essere detersi e sigillati completamente, a volte per la presenza di elementi protesici fissi (capsule) che ne impediscono il ritrattamento o anche per calcificazioni interne ai canali che impediscono di arrivare a sigillare l’apice radicolare del dente. L’apicectomia (chirurgia endodontica o retrograda), prevede l’accesso chirurgico dalla parete laterale dell’alveolo a livello della radice e la rimozione dell’apice radicolare, con il relativo granuloma o l’eventuale cisti apicale, e la successiva sigillatura del canale dalla parte radicolare.

  • CHIRURGIA ESTRATTIVA

    La chirurgia estrattiva riguarda l’avulsione di uno o più elementi dentari con più o meno mobilità che può andare da elementi dentari parodontalmente compromessi e quindi che hanno una estrema mobilità, oppure a denti con una normale stabilità fino a denti che presentano anchilosi ossea e cioè che sono bloccati con l’osso alveolare. Un’altra distinzione da fare è la normale eruzione dentaria oppure l’inclusione ossea che riguarda denti non erotti o erotti in parte, di cui il dente del giudizio ne è il maggiore esponente. In questo caso l’intervento è più o meno complesso in base alla distanza dell’elemento dentario con strutture nobili (nervi, arterie) e necessita di n lembo per raggiungere l’elemento dentario e l’asportazione di una certa quantità di tessuto osseo.

  • CHIRURGIA resettiva

    La chirurgia resettiva prevede l’asportazione di neoformazioni o cisti che si sviluppano all’interno delle strutture ossee oppure a livello dei tessuti molli che possono continuare ad espandersi se non trattate chirurgicamente. Oltre a questo tipo di lesioni la chirurgia resettiva si propone anche di rimuovere quelle strutture che, per la loro abnorme crescita, fanno si che gli elementi dentari non erompano o non riescano a posizionarsi nella corretta posizione, come nel caso dei frenuli labiali o linguale.

  • CHIRURGIA RIGENERATIVA

    La chirurgia rigenerativa riguarda le strutture ossee quando non sono di sufficiente altezza o spessore per poter supportare delle strutture proteiche o endossee (impianti), per cui necessitano di un intervento di chirurgia atto a ripristinare la normale ampiezza e, a tale scopo, esistono varie metodiche a seconda del sito e della qualità del difetto osseo.
    Chirurgia del seno
    GBR
    split crest

  • CHIRURGIA del seno

    Il seno mascellare è una cavità che si ritrova all’interno dei mascellari superiori e che fa parte dei seni paranasali i quali comunicano con il naso ed hanno una importante funzione nella riduzione del peso delle strutture ossee, nello scaldare ed umidificare l’aria che respiriamo. Ma queste strutture tendono ad aumentare la pneumatizzazione e quindi a crescere di volume con il corso degli anni e, nel nostro caso a ridurre drasticamente la quantità di osso livello dei premolari e molari superiori.
    La chirurgia del seno mascellare, a livello odontoiatrico, prevede due tipi di approccio:
    - Approccio laterale (grande rialzo di seno) con il quale si entra nel seno mascellare dalla parete laterale mediate una finestra ossea e cercando di rispettare la membrana del seno, con questa metodica si ottengono discrete elevazioni del pavimento del seno mascellare.
    - Approccio crestale (mini rialzo di seno), questa metodica è meno invasiva della prima e può essere effettata quando abbiamo già una cerata quota di osso per cui abbiamo bisogno di rialzare il pavimento del seno solo per lievi entità, anche se, con il miglioramento di questa tecnica, si riescono ad ottenere delle discrete quote osso nativo. Queste metodiche oggi giorno sono sempre meno invasive anche con l’utilizzo di ultrasuoni (piezosurgery) che ci permettono di rispettare sempre di più la membrana del seno riducendo la possibilità di creare sinusiti iatrogene.

  • GBR (guided bone regeneration)

    Con la perdita degli elementi dentari si ha un’atrofia del processo alveolare dove si trovava l’elemento dentario in questione e tanto maggiore diventa anche in base al numero degli elementi dentari perduti, per cui si viene a trovare una scarsa quantità di osso per poter inserire fixture implantari. La rigenerazione guidata dell’osso (GBR) e una metodica che prevede una rigenerazione di una certa quota di osso mediante il posizionamento di una membrana che separa la mucosa orale o la gengiva dal sottostante piano osseo per permettere all’osso di ricrescere al disotto di essa fino alla completa maturazione. Le metodiche per effettuare questa tecnica sono diverse in base a quella scelta dall’operatore che esegue l’intervento.

  • SPLIT CREST

    A volte la carenza di osso si ritrova verticalmente con una mancanza di spessore osseo, per cui, in questi casi, si può optare anche per una espansione della cresta ossea residua mediante un taglio verticale della cresta stessa e mediante la sua espansione con degli osteotomi e il contemporaneo inserimento degli impianti endossei. Anche per questo tipo di intervento, che prima veniva effettuato mediante osteotomi manuali e con dei traumatismi per il paziente (martellate), oggi si può effettuare con la chirurgia piezoelettrica che da dei tagli ossei estremamente sottili e senza traumi.

  • conservativa

    La carie dentaria è la patologia più frequente che si può ritrovare all’interno del cavo orale. L’odontoiatria conservatrice è quel tipo di pratica che si propone di curare l’elemento dentario prima che il processo carioso cresca al punto di non poter mantenere vitale l’elemento dentario o addirittura prima che l’elemento dentario venga perso. Si divide in varie classi in base alla profondità e all’estensione del processo carioso e quindi della relativa cavità necessaria per poter effettuare la ricostruzione del dente stesso. Per cui si possono trovare carie di lieve entità che implicano solo un solco della superficie occlusale, oppure si possono avere carie interprossimali (tra i due elementi dentari) che provocano cavità di entità maggiore, e si può arrivare addirittura a carie combinate che necessitano della ricostruzione di tre pareti o anche quattro pareti. Un altro tipo di cura conservativa comprende anche la ricostruzione di superfici altamente estetiche che riguardano i denti frontali per cui necessita di una particolare cura della forma e del colore delle ricostruzioni stesse. In base al tipo di cura che viene effettuata si possono dividere due tipi di ricostruzioni:
    Ricostruzioni dirette;
    Ricostruzioni indirette.

  • ricostruzioni dirette

    Nella maggior parte dei casi le ricostruzioni possono essere effettuate all’interno del cavo orale, per cui vengono definite ricostruzioni dirette, questo avviene quando le ricostruzioni sono di piccola entità oppure anche quando sono di entità modeste oppure di grandi dimensioni ma contenute all’interno di pareti che siano in grado di garantirne la stabilità.
    Ad oggi il materiale più usato per la ricostruzione degli elementi dentari è il composito dentale, il quale permette di ottenere degli ottimi risultati di durata ed eccellenti risultati estetici, ma, fino a qualche anno fa venivano ancora utilizzate le amalgame dentarie, soprattutto per i settori posteriori, i quali sono sottoposti a forze masticatorie molto elevate, perché offrivano una maggiore durata a lungo termine. Oggigiorno però le amalgame sono state abbandonate per la scarsa estetica e per il contenuto di mercurio che presentano.
    Quando le ricostruzioni sono molto estese e non sono contente all’interno di pareti abbastanza resistenti, vengono usati gli intarsi o ricostruzioni indirette.

  • ricostruzioni indirette

    Quando una ricostruzione è talmente di grandi dimensioni da non avere qualche parete che possa mantenere in situ la ricostruzione, vengono effettuate delle ricostruzioni dette indirette o intarsi. Questi vengono costruiti in laboratorio da un odontotecnico, dopo che il dentista ha preparato il dente e ha presa una impronta.
    Per gli intarsi i materiali più usati sono la ceramica e il composito, con i quali si riescono ad ottenere degli ottimi risultati estetici e di durata. Mentre fino a qualche anno fa veniva utilizzato l’oro che rimane uno dei materiali più precisi e di più lunga durata, ma che presenta il suo unico neo nell’estetica poco piacevole all’interno del cavo orale.

  • endodonzia

    Quando il processo carioso si spinge in profondità all’interno del dente, rischia di arrivare a livello della polpa dentaria. In questo caso si può avere l’infiammazione della polpa con dolore che gradualmente diventa sempre più violento (pulpite) oppure, in alcuni soggetti che hanno una soglia del dolore molto alta, può anche non provocare dolore, ma in entrambi i casi il dente va trattato endodonticamente (devitalizzato).
    Un altro caso in cui il dente va devitalizzato è quando si ha la morte del nervo anche senza dolore e il dente sviluppa dei granulomi o addirittura provoca un ascesso dentario, oppure in quei casi in cui ci sia stata una pregressa cura endodontica incongrua per cui bisogna effettuare un ritrattamento.
    La devitalizzazione è quel procedimento medico per cui viene rimossa la polpa dentaria viva o morta che sia, viene effettuata la pulizia, detenzione e sagomatura di tutti i canali radicolari che arrivano all’interno del dente e la successiva sigillatura dei canali stessi.

  • gnatologia

    La gnatologia è una branca piuttosto recente dell'Odontoiatria che nell’uomo (ma, a livello di ricerca comparata, anche negli animali) studia la fisiologia, la patologia e le funzioni della mandibola (masticazione, deglutizione, fonatoria, posturale) e pertanto, studia i rapporti tra i mascellari, i denti, le due articolazioni temporo-mandibolari, i muscoli che muovono i mascellari e il sistema nervoso che comanda quei muscoli, compresa la lingua.

  • igiene e prevenzione

    Un altro capitolo molto importante è quello dell’igiene e prevenzione che si divide in due tipi di lavoro, di cui una parte viene svolta in studio (detartrasi), la quale viene svolta in studio da professionisti (igienisti e odontoiatri), che portino la bocca ad un livello di pulizia molto approfondita, ma un’altra parte molto importante è quella dell’igiene domiciliare, la quale deve essere svolta per forza di cose dal paziente a casa per mantenere il risultato ottenuto.
    In quest’ultimo caso l’igienista può insegnare al paziente il modo migliore di pulire, ma poi è solo la buona volontà del paziente che può mantenere la bocca correttamente detersa.

  • DETRARTRASI

    La detartrasi è quella pratica, svolta spesso dall’igienista, atta ad eliminare le formazioni calcaree (tartaro) che si depositano sugli elementi dentari e tra di essi e che a lungo andare può provocare la retrazione dell’attacco gengivale oppure la formazione di tasche parodontali con la successiva infezione di queste e la formazione di ascessi parodontali.
    Questa manovra si effettua tramite degli ultrasuoni che tendono a staccare le masse calcaree riportando la superficie dentaria allo scoperto ed è una manovra che non viene effettuata soltanto nei pazienti parodontopatici, ma anche in pazienti con normale formazione di tartaro, anche se nel primo caso la detartrasi andrebbe effettuata molto più frequentemente, con un intervallo di 3 mesi, per evitare la nuova organizzazione della placca batterica.

  • igiene oraledomiciliare

    Anche se non fa parte delle prestazioni che vengono svolte in studio è comunque importante parlare dell’igiene orale domiciliare, con la quale il paziente coadiuva l’azione dell’odontoiatra mantenendo pulito il cavo orale, sia prendendosi cura dei denti sia delle mucose orali (gengive, mucosa orale e mucosa linguale.
    È di fondamentale importanza per la salute degli elementi dentari stessi e anche per la durata a lungo termine dei lavori svolti in studio.
    I mezzi con cui si può mantenere una corretta igiene orale sono: lo spazzolino, il filo interdentale e, per chi ha spazi interdentali molto ampi, lo scovolino che può dare un grande aiuto dove il filo interdentale non riesce a pulire bene. Un altro presidio che può aiutare l’igiene domiciliare è il collutorio, ma che non può sostituire l’azione meccanica svolta dagli altri strumenti precedentemente elencati.

  • implantologia

    Una svolta molto importante, nello sviluppo dell’odontoiatria, è stata data dall’avvento dell’implantologia orale che, anche se è una pratica utilizzata da tantissimi anni è negli ultimi anni che ha raggiunto traguardi molto importanti.
    Questa metodica, infatti, viene utilizzata per molti scopi che possono andare dalla sostituzione di un elemento dentario singolo, al ripristino di un’arcata dentaria completa. Possono inoltre essere utilizzati anche per il mantenimento in sede di protesi dentarie oppure per l’utilizzo in ortodonzia come impianti provvisori.
    Gli impianti sono costruiti in titanio con una superficie che può essere più o meno ruvida in base alla tecnica utilizzata e con una forma che richiama quella di una radice dentaria, che consente di distribuire meglio le forze e permette oggi di effettuare implantologia con carico immediato o post estrattiva immediata. In effetti queste tecniche sono abbastanza recenti in quanto fino a qualche anno fa gli impianti cilindrici non consentivano tali metodiche.

  • arcata completa

    Quando si ha una mancanza di tutti gli elementi di una arcata dentaria, si hanno varie possibilità di intervenire mediante l’implantologia, partendo una riabilitazione che comporta tutti gli elementi fissi con una protesi cementata che può essere realizzata con materiali differenti che possono andare dal composito alla ceramica con o senza struttura metallica. Questo tipo di riabilitazione necessita di almeno otto impianti per poter essere supportata. Un altro modo per riabilitare un’arcata è quello di effettuare un Toronto bridge con una struttura in lega aurea, ricoperta da una porzione in resina che forma la finta gengiva e supporta degli elementi dentari in composito, che collega almeno sei impianti.
    E in ultimo si può effettuare la ricostruzione dell’arcata mediate l’utilizzo di quattro impianti endossei (all-on-four) mediante l’utilizzo di due impianti distali (posteriori) lunghi e posizionati molto inclinati per uno scarico migliore delle forze e con una protesi costruita sempre con un’armatura in lega preziosa e un rivestimento in resina o composito.

  • monoimpianto

    Quando si ha la perdita di un elemento dentario, questo può essere reintegrato mediante un impianto endosseo il quale può essere inserito contestualmente all’estrazione dentaria, se le condizioni lo permettono, oppure a guarigione avvenuta.
    Il pregio del monoimpianto è quello di permettere il ripristino del dente senza l’obbligo di limare gli elementi dentari vicini per costruire un ponte tradizionale.
    Questa procedura può essere ripetuta anche quando i denti che mancano sono più di uno, inoltre si possono utilizzare anche due impianti per effettuare un ponte quando mancano tre elementi dentari.

  • overdenture

    Gli impianti ed ossei hanno anche altri utilizzi, oltre che a supportare protesi fisse o avvitate, posso essere anche molto utili nell’ancoraggio di protesi mobili totali e ci sono fondamentalmente due modi: con attacchi a palla oppure con barre.
    Nel primo caso abbiamo la possibilità di posizionare due o quattro impianti che portano delle palline al disopra, sulle quali vanno ad agganciarsi degli attacchi in teflon che vengono affogati nella protesi. Anche caso delle barre si possono utilizzare quattro o due impianti, ma gli impianti vengono collegati da, rispettivamente, tre o una barra sulle quali si viene ad agganciare la protesi, ma nel caso di una barra soltanto si ha una rotazione maggiore della protesi intorno alla barra, per cui è consigliabile l’opzione con tre barre che collegano quattro impianti.

  • ortodonzia

    L’Ortodonzia definita anche Ortognatodonzia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle malposizioni dei denti, delle ossa facciali e delle conseguenti alterazioni funzionali della muscolatura annessa, al fine di ottenere una giusta funzione masticatoria, fonatoria ed estetica dell’apparato stomatognatico.
    L’ortodonzia ha come obiettivi principali: un corretto allineamento dei denti; la salute dei denti e del loro apparato di sostegno; una funzione masticatoria efficiente; una buona estetica del viso ed infine, una stabilità nel tempo dei risultati ottenuti. Permette inoltre, di controllare ed eventualmente guidare la crescita ossea dei mascellari attraverso l’uso di apparecchiature ortopediche in età pre-adolescenziale.

  • parodontologia

    Un campo molto vasto che si può ritrovare in odontoiatria è quello che si occupa dell’apparato di mantenimento degli elementi dentari, e cioè del parodonto, il quale è un sistema di tessuti che mantiene i denti in situ, costituito da osso (alveolo), legamento parodontale e cemento. Quando si ha un problema al sistema composto da questi elementi si ha una perdita di attacco con un allungamento e successivamente una mobilità degli elementi dentari stessi (parodontite) e, se il processo va avanti senza essere tenuto sotto controllo, si può avere la successiva perdita degli elementi dentari stessi (piorrea). A volte si vanno a creare delle vere e proprie tasche parodontali tra il dente e l’osso alveolare. La parodontologia si divide in vari campi che iniziano sicuramente dall’igiene orale (detartrasi), per passare alla terapia causale ed arrivare alla chirurgia parodontale la quale si può dividere in due gruppi, chirurgia resettiva e chirurgia rigenerativa, ognuno dei quali ha il tentativo di azzerare l’eventuale tasca che si è venuta a creare per poter mantenere nel modo più detergibile possibile l’elemento dentario. Questo tripodi terapia è il trattamento che più di tutti necessita della collaborazione del paziente il quale deve mantenere il cavo orale sempre in perfette condizioni di igiene e che risente in modo molto negativo le abitudini viziate del paziente (fumo, alcool ecc.).

  • chirurgia resettiva

    Dopo che la terapia causale ha dato i suoi frutti si deve valutare se la profondità delle tasche residue permette una corretta igiene da parte del paziente, in modo da mantenere stabile il risultato, oppure se le tasche sono di una profondità superiore a 2 o 3 mm bisogna valutare se intervenire chirurgicamente per azzerare questo valore. La chirurgia resettiva è una pratica che, una volta aperto un lembo gengivale, azzera le tasche ossee residue rimuovendo quella parte di osso in più in modo da poter riposizionare la gengiva su un piano osseo. La scelta se effettuare una chirurgia resettiva oppure una rigenerativa varia in base alla profondità di queste tasche ossee oppure al numero di pareti di cui sono formate. Il difetto di questo tipo di chirurgia è che gli elementi dentari si presenteranno allungati e anche più sensibili se sono vitali.

  • chirurgia rigenerativa

    Nel caso in cui la terapia causale lasciasse delle tasche residue abbastanza profonde, si può valutare di effettuare una terapia chirurgica rigenerativa, cioè che prevede una rigenerazione di tessuto osseo all’interno delle tasche ossee.
    Questo tipo di chirurgia prevede che dopo lo scollamento di un lembo gengivale, venga deterso l’interno della tasca ossea, cioè che vengano rimossi residui di tartaro e tessuto di granulazione dall’interno della tasca, che la superficie ossea venga portata a vivo, che all’interno della tasca venga messo dell’osso di varia derivazione oppure sostanze che inducano la rigenerazione ossea, che il tutto venga ricoperto da una membrana che lo scopo di mantenere la gengiva lontana dall’interno della tasca. È una chirurgia più avanzata rispetto alla chirurgia resettiva ed è di più difficile attuazione, ma da sicuramente dei risultati migliori da un punto di vista estetico e anche più funzionale per l’elemento dentale che risulta essere anche meno sensibile.

  • pedodonzia

    Un capitolo a parte meritano i bambini, che a volte necessitano di professionisti che siano in grado di stabilire un rapporto di fiducia con loro e con i loro genitori, i quali, a volte, sono più preoccupati dei bimbi stessi, trasmettendo loro ansie e paure.
    Genitori che fanno sentire tranquilli i loro bambini consentono migliori e più veloci prestazioni da parte dell’odontoiatra.
    Curare i denti decidui (da latte) è di estrema importanza per una corretta crescita degli elementi dentari permanenti, per cui è buona norma mantenere in bocca i denti decidui fino al momento della permuta.



  • protesi dentaria

    Un campo molto ampio è quello della protesi dentaria, la quale riveste una varietà molto ampia di possibilità per poter ripristinare una corretta masticazione anche nella stessa bocca per cui costringe il professionista a valutare correttamente il tipo di riabilitazione da effettuare in base alle esigenze ed alla motivazione del paziente stesso, oltre che alla morfologia del difetto.
    La protesi si divide soprattutto in tre grandi gruppi che sono: PROTESI MOBILE, PROTESI FISSA e PROTESI COMBINATA.



  • protesi combinata

    In alcuni casi il costo eccessivo di alcuni trattamenti fissi, e la scarsa estetica di alcuni trattamenti mobili, ci portano a effettuare alcuni trattamenti che uniscono un’ottima estetica ad una buona stabilità protesica, i quali sono costituiti da una parte fissa che supporta degli attacchi su cui si va ad agganciare una parte mobile (protesi combinata).
    Per poter effettuare questo tipo di protesi si ha la necessità che gli elementi dentari residui abbiano un’ottima stabilità, in quanto debbono essere incapsulati e devono inoltre garantire il supporto a tutta la parte mobile scheletrica che poggia su di essi.

  • protesi fissa

    La protesi fissa riguarda tutte quelle ricostruzioni che vengono effettuate da un laboratorio odontotecnico e che una volta cementate in bocca risultano amovibili, cioè non possono essere tolte dal paziente ma soltanto dal professionista.
    I materiali con cui sono costituiti questi manufatti protesici sono molto vari ed oggi si ha la possibilità di poter ottenere degli ottimi risultati estetici anche perché sono stati sviluppati dei sistemi in cui non è necessaria la presenza di una struttura metallica all’interno della protesi.

  • protesi rimovibile

    La protesi rimovibile è quel tipo di protesi che il paziente può e deve rimuovere indipendentemente dal dentista, anche per poter effettuare le manovre di igiene e detersione della protesi stessa.
    Questo tipo di protesi può sostituire tutti (protesi totale) o parte (protesi parziale) degli elementi dentari in base alle necessità del paziente. Il materiale con cui è costituita è in genere resina acrilica ma oggi si possono anche costruire protesi in materiale differente come il nylon che permette di ottenere risultati estetici uguali o migliori, infatti sono supportati da ganci trasparenti,con un miglior confort per il paziente e una ridotta possibilità che si sviluppi una intolleranza al materiale.
    C’è poi la protesi scheletrata che è una protesi parziale con appoggio dentale, costituita da uno scheletro metallico, il quale può essere composto da cromo-cobalto, titanio, oppure anche in lega preziosa, e che supporta la presenza di denti montati sulle selle edentule.

  • convenzioni e agevolazioni

    Grazie alla convenzione stipulata con Consum.it Spa , riservata agli studi dentistici associati ANDI è possibile ottenere per il piano di cure pattuito, finanziamenti con tasso Zero.
    La liquidazione dell'importo del finanziamento verrà disposta dal finanziatore, su mandato del consumatore, a nostro favore.